La sottigliezza dell’indole è il segno dell’intelligente
Se una persona imbocca la direzione giusta, quella persona fa del bene con questa ricchezza di intelligenza. Chi sta andando nella direzione sbagliata può abusare di questa grande facoltà. Quando una persona d’indole sottile viene messa a confronto con una personalità che è priva di sottigliezza, è simile al fiume e alla montagna. La personalità sottile è flessibile come l’acqua corrente; tutto ciò che arriva davanti a questa personalità viene riflesso in essa in modo chiaro come un’immagine nell’acqua pura. La personalità simile alla roccia, priva di sottigliezza, è come una montagna; non riflette nulla. Molti ammirano la schiettezza, ma la ragione è la loro mancanza di comprensione di una sottigliezza fine. È possibile esprimere tutte le cose a parole? Non c’è qualcosa di più sottile, di più fine delle parole dette? La persona che è capace di leggere tra le righe da una sola lettera crea un libro. La sottigliezza di percezione e la sottigliezza di espressione sono i segni dei saggi. Saggio e sciocco si distinguono per la finezza da parte dell’uno e la rigidità da parte dell’altro. Una persona priva di sottigliezza vuole che la verità sia trasformata in un sasso, e chi è sottile trasformerà anche un sasso in verità. Per acquisire conoscenza spirituale, per ricevere ispirazione, per preparare il proprio cuore alla rivelazione interiore, si deve cercare di rendere la propria mentalità flessibile come l’acqua, piuttosto che simile a una roccia. Perché più a lungo una persona soggiornerà nel sentiero del mistero della vita, più sottile dovrà diventare per percepire ed esprimere il mistero della vita. Dio è un mistero; la conoscenza di Dio è un mistero. La vita è un mistero; la natura umana è un mistero. In breve, la profondità di tutta la conoscenza è un mistero. Anche nella scienza o nell’arte, tutto ciò che è più misterioso è più profondo. Quello che tutti i profeti e i maestri hanno fatto in tutte le epoche è stato esprimere questo mistero in parole, azioni, pensieri, sentimenti. Ma la maggior parte del mistero lo esprimono in silenzio, perché allora il mistero è al suo posto. Portare il mistero giù sulla terra è come buttare a terra un re dal suo trono. Ma permettere al mistero di rimanere al suo posto, nelle sfere silenziose, è come porgere omaggio al sovrano a cui ogni omaggio è dovuto. Misteri della vita a parte, nelle piccole cose della vita di ogni giorno meno parole si usano, più è proficuo. Pensate che più parole spieghino di più? No, per niente. È soltanto nervosismo da parte di chi vuole dire cento parole per spiegare una cosa che può essere tranquillamente spiegata in due parole. E da parte dell’ascoltatore è mancanza di intelligenza quando vuole cento parole per capire qualcosa che può essere spiegata altrettanto bene in una parola sola. Molti ritengono che più parole spieghino meglio le cose, ma non sanno che molto spesso più parole vengono dette, molti più veli vengono avvolti attorno all’idea. Alla fine uscite dalla stessa porta da cui siete entrati. Rispetto, considerazione, riverenza, gentilezza, compassione e comprensione, perdono e gratitudine, tutte queste virtù possono essere meglio adornate dalla sottigliezza di espressione. Non è necessario danzare per ringraziare; una parola di ringraziamento è più che sufficiente. Non serve gridare enfaticamente: “Ti capisco, mio caro amico!”. Non serve suonare i tamburi e dire: “Ho perdonato qualcuno!”. Queste cose sono delicate, sottili; si devono sentire. Nessun clamore può esprimerle; il clamore le priva soltanto della loro bellezza e diminuisce il loro valore. Nelle idee e nei pensieri spirituali la sottigliezza è più necessaria che in qualsiasi altra cosa. Se le persone spirituali dovessero portare le loro realizzazioni nella piazza del mercato e discutere con tutti quelli che arrivano di quello in cui credono o non credono, dove si andrebbe a finire? Cosa fa sì che una persona spirituale sia in armonia con tutte le persone nel mondo? La chiave dell’arte della conciliazione che un’anima spirituale possiede è la sottigliezza sia nella percezione che nell’espressione. È mancanza di franchezza? È ipocrisia essere sottili? Neanche un po’. Ci sono molte persone che sono schiette, pronte a dire la verità e a colpire la testa di un’altra persona. Sostengono orgogliosamente la loro schiettezza dicendo: “Non mi interessa se addoloro o faccio arrabbiare qualcuno. Dico solo la verità”. Se la verità fosse dura come un martello, la verità non potrebbe mai essere detta! Nessuno al mondo seguirebbe una simile verità! Allora qual è la verità che dona pace, che guarisce, che conforta ogni cuore e ogni anima? La verità che innalza l’anima, la verità che è creativa di armonia e bellezza, dove nasce questa verità? Questa verità nasce nella sottigliezza dell’intelligenza, del pensiero, della parola e dell’azione; nella finezza che porta gioia, benessere, bellezza, armonia e pace. (L’arte della personalità Cap. 5)