AUTOCONTROLLO

Nella vita di ogni giorno, quello che è estremamente necessario è avere il controllo della parola e dell’azione, perché si potrebbe cedere in modo automatico a una parola, spinti da un impulso interiore.

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Successivamente si scopre che non avremmo dovuto dirla, o che forse avremmo dovuta dirla in modo diverso. È la stessa cosa con l’azione. Si sente: “Non avrei dovuto fare così” dopo aver fatto qualcosa, o si pensa: “Avrei dovuto farlo in modo diverso”; ma una volta fatto, è troppo tardi per farlo in un altro modo. Nella natura umana c’è un’urgenza interiore di esprimersi, e questa urgenza, per così dire, butta fuori una parola prima di aver veramente riflettuto su di essa. E tutto questo indica una mancanza di controllo su se stessi. È anche segno di nervosismo. Molto spesso una persona cerca di rispondere a qualcuno che non ha ancora finito di parlare; prima che la frase sia finita, viene data la risposta. Una simile risposta data a un’idea incompleta spesso non è giusta. Quello che generalmente accade in casi simili è che si prendono troppo a cuore tutte le cose della vita che vengono da fuori e si permette alle cose e alle influenze esterne di penetrare più profondamente di quanto dovrebbero. In questo modo si diventa emotivi, e da questo ne deriva nervosismo. Per esercitare l’autocontrollo in tutto ciò che si fa nella vita quotidiana, la miglior cosa è sviluppare nella propria natura una certa dose di indifferenza. Non è necessario che ogni parola che viene detta sia considerata tanto importante da sconvolgere tutto il nostro essere, da turbare il nostro equilibrio, e da privarci della nostra forza di volontà. Ci sono cose che hanno importanza, ma ci sono molte cose nella nostra vita quotidiana che non hanno molta importanza, e spesso si tende a enfatizzarle eccessivamente. L’indipendenza si raggiunge con l’indifferenza. Non significa che non si debba prestare attenzione a quello che un altro fa o dice. Significa soltanto distinguere tra le cose importanti e non importanti della vita quotidiana, perché tutte le cose necessarie e non necessarie non devono richiedere così tanta attenzione, considerazione ed emotività. L’economia politica è diventata materia d’istruzione, ma l’economia spirituale è la cosa più importante nella religione. Tutto ciò che si dice e si fa, e tutto ciò che si pensa e si sente produce una certa tensione sul proprio spirito. È saggio evitare ogni rischio di perdere il proprio equilibrio. Si deve resistere pacificamente ma saldamente contro tutte le influenze che disturbano la propria vita. La tendenza naturale è rispondere in difesa ad ogni offesa che viene dall’esterno; ma in tal modo, si perde il proprio equilibrio. L’autocontrollo, quindi, è la chiave di tutto il successo e di tutta la felicità. Inoltre, ci sono molte persone che si sentono spinte e costrette a dire o a fare qualcosa perché qualcuno lo ha chiesto loro, e in questo modo diventano sempre più stanche; ci sono altri che lottano duramente contro questo, e in tal modo entrambi sono in errore. Chi è capace di mantenere il suo equilibrio senza esserne infastidito, senza esserne turbato, ottiene quella padronanza che è necessaria nell’evoluzione della vita. Nessun principio deve essere seguito ciecamente. L’economia spirituale non è sempre una virtù, se turba l’armonia, se in qualche modo impedisce di progredire, o se mette in una condizione peggiore. Tuttavia, è estremamente necessario conoscere la scienza dell’economia spirituale, come proteggersi da tutte le influenze nella nostra vita quotidiana che vengono a disturbare la nostra tranquillità e la pace della nostra anima.