LA RELIGIONE DEL SUFI Brighton, 6 febbraio 1924

Desidero dire qualche parola ai miei mureed sul tema della religione del Sufi.

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La religione del Sufi è la religione del cuore. La morale principale del Sufi è considerare il cuore degli altri, in modo che nel piacere e nel dispiacere del suo prossimo lui veda il piacere e il dispiacere di Dio. È così semplice, eppure così difficile da mettere in pratica. Questo insegnamento è il tema centrale di tutte le religioni. È la cosa che nessuno al mondo non sa, eppure la sua pratica non è mai abbastanza. Quello che generalmente accade è che ci sono tre tipi di ebbrezza che coprono la tendenza a considerare i sentimenti degli altri e mantengono l’uomo ignaro di ciò che è suo. La prima ebbrezza è prodotta da se stessi; è la considerazione del proprio interesse che copre il sentimento di considerazione per un altro. Si è così assorbiti dai propri interessi nella vita che si è inebriati da essi e quindi non si vede l’importanza di considerare i sentimenti degli altri. La seconda ebbrezza è quella che viene da un’altra persona. Se una persona non è all’altezza del nostro ideale, se non si comporta nei nostri confronti come desideriamo, se non risponde alle nostre aspettative, se si scontra con i nostri sentimenti delicati, se è irritabile, sgradevole o di vibrazioni grossolane, tutto ciò provoca un’altra ebbrezza che ci impedisce di provare affetto per un altro e ci mette contro di lui. La terza intossicazione viene dalle condizioni. Ci sono condizioni che offrono tentazioni o che causano ansia, paura, dubbio o confusione. Poi ci sono condizioni che promettono un profitto o un vantaggio, cose che si desiderano nella vita, e in queste circostanze un’altra ebbrezza arriva come una terza copertura sul cuore. Una persona può essere saggia, istruita e riflessiva, eppure queste coperture possono impedirgli di vedere chiaramente il modo di cercare la gioia di ogni persona che incontra. Questa è la tragedia che causa molto dolore, anche se sembra provenire da questa o quella fonte. Poco importa a quale chiesa, fede o religione appartenga una persona, in quali dottrine o principi creda; ciò che conta è che un uomo sia sincero. Se pensa e sente sinceramente, è certamente religioso. Il mondo non ha bisogno di tante persone religiose o filosofiche, ha bisogno di cuori vivi pronti a servire e a sentire il dolore degli altri. Se c’è una religione, è la religione del cuore. Questa religione è vissuta al meglio se si offrono preghiere in ogni momento sotto forma di premura e considerazione verso i nostri simili. La domanda è: come dobbiamo impararla? Qualunque sia la condizione nella nostra casa o fuori, ci vengono sempre offerte opportunità per praticare con coloro che ci amano, e con coloro che ci odiano, con coloro che ci capiscono e con coloro che ci fraintendono, in realtà con tutti. La vita è un’opportunità, e realizzandolo impariamo a sfruttarla al meglio. Ogni volta che perdiamo un’occasione di considerazione verso un altro, abbiamo perso la possibilità di adorare un Dio vivente. Non mi aspetto che i miei mureed diventino così intelligenti nei loro studi da prevalere in ogni discussione, né desidero che acquisiscano un tale potere occulto da fare miracoli. Se facessero predizioni, scacciassero diavoli, se raccontassero cose di cui nessuno ha mai sentito parlare, nessuna di queste cose mi darà piacere. Ma sarò orgoglioso del mureed di cui sento dire da un altro che è stato gentile, premuroso, sincero e rispettoso; in questo la mia missione sarà compiuta.