MURSHID HIDAYAT INAYAT KHAN Ricordo di Murshida Ameena Fumagalli di Pir o Murshid Hidayat Inayat Khan

10 anni fa mi/ci lasciava Pir-o-Murshid Hidayat Inayat Khan

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ed è stata per me individualmente e per tutti credo nel mondo del Sufismo una perdita importante di un grande uomo e di una Guida che ha agito sempre nel nome dell'armonia e della fratellanza anche all'interno dei vari gruppi sufi. Nel mio cuore risuona la sua voce ferma e incitante alla vita, nella mente la sua fermezza e le sue parole di conforto e amicizia e sì anche di stima e fiducia in me, affidandomi sempre le sue parole da tradurre per i mureed italiani. Grazie sempre dal profondo del cuore dell'onore di averti avuto davanti a me come un esempio meraviglioso di come essere "umani" in un mondo di sciocchi e inutili, ma dolorosi, conflitti! Ascolteremo sempre con amore devoto la tua musica meravigliosa e la musica intensa delle tue parole sagge! https://www.messaggio-sufi.com/.../md-hidayat-inayat-khan/ "Se la spiritualità potesse essere confinata dentro un insegnamento, potrebbe essere intesa come una sfida ad esprimere “amore, umano e divino” in ogni circostanza, materiale, sociale, religiosa o umana. Il mistico si sforza costantemente di offrire un esempio, così che altri possano essere ispirati a scoprire che l'amore in realtà significa elevarsi nell'amore e non cadere nell'amore; mentre la devozione significa il crollo del falso concetto di sé, seguito dall’elevarsi della consapevolezza del vero sé. La verità è verità soltanto quando non fingiamo a noi stessi o agli altri riguardo alla nostra presunta saggezza. La verità può essere verità soltanto se viene espressa come un esempio silenzioso di un risveglio alla soluzione dell'eterno enigma: chi, cosa, perché, quale, quando, da dove e verso dove. Quando si procede avanti nelle tenebre dell'ignoranza umana, tenendo risolutamente la torcia della libertà spirituale, forse si potrebbe scoprire che la verità può essere interpretata come un invito a diventare esempi viventi d'amore, armonia e bellezza, e come altari viventi di tutte le fedi religiose, per comunicare a ciascuno nella propria lingua mentre rimaniamo fermamente saldi all'unico segreto che esiste nella spiritualità, la pace interiore e la felicità. La felicità è un privilegio. È anche nostro diritto di nascita. Perciò, e certamente nostro dovere essere felici, ma questo è possibile soltanto quando si offre felicità agli altri senza aspettarsi nulla in cambio. C'è una differenza tra essere felici come conseguenza di una particolare armonizzazione, e una felicità incondizionata, in cui la propria consapevolezza è elevata a un livello più alto del solo concetto di “io sono”. Questa chiave d'oro per la felicità implica un'assenza assoluta di affermazione di sé e di finzione di sé." Pir o Murshid Hidayat Inayat Khan